Blake e la simbologia sull’innocenza

Verona, 8 aprile 2020 - Aggiornamento su “I canti dell’innocenza di William Blake”, primo volume a dorso della collana “ARISTODEMICA” di Poliniani / Al segno di Fileta.



Il primo volume della collana “ARISTODEMICA” è interamente dedicato all’autore William Blake ed è una raccolta composta da due sue opere capitali: “I canti dell’innocenza” e gli “Oracoli degli innocenti”.


In vista delle festività pasquali, desideriamo condividere in anteprima esclusiva un canto dedicato al Giovedì Santo, con la traduzione e il commento del curatore del volume Antonello Fabio Caterino:


“Nel calendario liturgico cristiano, il giorno di domani è chiamato Giovedì Santo: precede il supplizio del Cristo e celebra l’ultima cena. I Canti dell’Innocenza di Blake sono imbevuti di simbologia cristiana, a partire dalla centralità dell’agnello, per cui resta celebre Little lamb.

Agnelli e poverelli – la plebe di Dio – assieme ai fanciulli si ritrovano in Cattedrale per celebrare l’innocenza. Nessun riferimento alla morte (che torna altrove – nel libro – ma forma molto lieve, come pura liberazione dal peso corporeo): solo tanta speranza di salvezza e fede corale. Un coro, una cena.”


Sezione del testo: Holy Thursday


’Twas on a Holy Thursday, their innocent faces clean,

The children walking two and two, in red and blue and green,

Grey-headed beadles walk'd before, with wands as white as snow,

Till into the high dome of Paul’s they like Thames' waters flow. 4


O what a multitude they seem'd, these flowers of London town!

Seated in companies they sit with radiance all their own.

The hum of multitudes was there, but multitudes of lambs,

Thousands of little boys and girls raising their innocent hands. 8


Now like a mighty wind they raise to Heaven the voice of song,

Or like harmonious thunderings the seats of Heaven among.

Beneath them sit the aged men, wise guardians of the poor;

Then cherish pity, lest you drive an angel from your door. 12



Traduzione a cura di Antonello Fabio Caterino:


Giovedì Santo


Nel santo giovedì dei ragazzini

Con variopinti indosso vestitini

Correndo e rincorrendo più d’un tale

Si ritrovaron nella cattedrale. 4


O quanti fiori ha in seno Londra cara:

Eran seduti in quella chiesa chiara;

Tanti agnellini, in cor riconoscenti,

Donne, ragazzi, volti da innocenti. 8


Alzarono quei lesti al cielo il mento

E emisero un bel canto, come il vento.

E v’erano più in là dei poverelli:

Angelo mio, proteggi e salva quelli! 12



“L’immagine dei ragazzini che – spinti dai loro giochi – entrano in cattedrale riecheggia le parole del Cristo in Mc 10,14 (Sinite parvulos venire ad me, ‘Lasciate che i bimbi vengano da me’). Anche l’immagine del vento sull’assemblea riunita ricorda un passo evangelico, e precisamente At 2 1-4, rimandando così già allo spirito santo in Pentecoste.

La spiritualità di Blake, così complessa e densa dal punto di vista teologico, trova nella spontaneità e semplicità prosodica la giusta reificazioni: gli innocenti, del resto, sono semplici. Ma dietro la loro semplicità vi è l’intera creazione.”

La prefazione del volume è redatta da Eleonora Cavallini, prof.ssa ordinaria presso il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, e le tavole che affiancano la lettura sono curate da Erika “Miss” Bisi, già illustratrice del fumetto “Ma di lavoro vero, ceffai?” di Svet (link) e autrice - illustratrice del fumetto in formato QUART “Vivo la mia vita un quarto di secolo alla volta” (link).

Per saperne di più sulla collana “ARISTODEMICA”, leggi qui.


Per conoscere la sinossi e altre info su

I canti degli innocenti”, clicca qui.


Presto usciranno altre news!

La Redazione Poliniani

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