L’inno di Walter Trono per “Road to Campfire”

Verona, 8 ottobre 2020 - Aggiornamento sul “Road to Campfire”, tour nazionale in collaborazione con Lucca Changes 2020.


Il tour nazionale “Road to Campfire” costellato da eventi di presentazione della nuova pubblicazione “Venga il mio legno” di Don Alemanno annovera tra le sue curiosità la colonna sonora “China sulla tavola” di Walter Trono.


Il brano musicale narra il complesso rapporto tra illustratore e la propria creazione e approfondisce le asperità della professione di fumettista nelle fasi dall’ideazione alla conclusione del disegno.

Per saperne di più su “China sulla tavola”, abbiamo intervistato il cantautore Walter Trono che ci ha illustrato le caratteristiche e gli aneddoti riguardanti la suddetta soundtrack e la sua figura inedita di musicista:




- Ti conosciamo come illustratore e non come musicista. Parlaci del Walter cantautore.


Mi sono avvicinato alla musica, in quanto appassionato e studioso, attorno ai 17 anni. Dopo un breve periodo a strimpellare la chitarra acustica (andato male), scoprii di essere adatto a stare sul palco, davanti a un microfono, cantando. Seguirono alcune esperienze in gruppi locali fino ad arrivare al 2010 quando, assieme al mio fratello di rock’n’roll Nico, diedi inizio ai “Terremoto”. Si girò parecchio il sud est italico, arrivando a fare anche delle date nella Capitale. Nel mio periodo biellese, a partire dal 2014, cominciai a confrontarmi con la scrittura di testi inediti nei progetti “Ratafiah” e “Ladri di Rame”. È durante l’esperienza in quest’ultima band che è nata l’idea di “China sulla tavola”.



- Da dove nasce l'idea di comporre una canzone dedicata alla professione del fumettista e quali sono le motivazioni per cui hai scelto il titolo "China sulla tavola".


L’idea di “China sulla tavola” nasce un paio di anni fa, durante un periodo di forte crisi nei confronti del mio lavoro. Non ero più soddisfatto di realizzare soltanto disegni su storie di altri autori. Ero scontento dei miei lenti guadagni e della fatica sproporzionata per ottenerli. Volevo avere una voce solo mia e ficcarla ovunque fosse possibile. Scrivere questa canzone è stato terapeutico, mi ha aiutato a focalizzarmi meglio sui pregi e i difetti del mio mestiere. Ha ricordato a me stesso che, nel bene o nel male, sono legato a questo lavoro fino a che avrò vita. Riguardo alla scelta del titolo, esso descrive il modo in cui amerei il mio mestiere se fosse la mia fidanzata.



- Raccontaci qualche aneddoto curioso sulle fasi di ideazione e di produzione del brano.


La canzone, come la ascoltate oggi, ha questa forma e queste sonorità per dei motivi ben precisi. Volevo che diventasse un inno alla vita del fumettista. Volevo che ricordasse la sigla di un anime cazzutto degli anni 80. Volevo dedicarla ai Litfiba e alla New Wave dell’epoca d’oro, così come ho scelto di dedicare ad essi il nuovo fumetto al quale sto lavorando – “Eva ballava sul fuoco” – edito da Poliniani. Successivamente, Faco Fk – al secolo Fabrizio Convertini – ha tradotto le mie idee sonore in arrangiamento, ha registrato e confezionato il brano per noi e per tutti in remissione dei peccati (so che Don Alemanno ci legge!).


- Il testo della canzone descrive, in forma di metafora, la creazione di un disegno come una forma di relazione amorosa. Puoi svelarci qualcosa di più su questa complessa relazione sentimentale con la china?


Se il rock è la mia voce e il fumetto il mio linguaggio, la china è il mio mezzo di comunicazione di massa. Non c’è altro modo col quale io mi esprima meglio, artisticamente. Con un pennarello a inchiostro in mano divento un fottuto chirurgo. Oppure, per restare in tema di amore e sentimenti, divento il John Holmes del ripasso a china.



- Il ritornello della tua canzone cita "per fare sta vita ci vuole coraggio, il rock è la mia voce, il fumetto è il mio linguaggio". Si può dire che questo sia un motto rappresentativo del mondo comics?


Posso sperare che lo diventi. Certamente è il motto che rappresenta il mio mondo.


Locandina "Road to Campfire"

- "China sulla tavola" è la soundtrack del "Road to Campfire", nato dalla collaborazione tra Lucca Changes e Editoria Poliniani. Te lo saresti mai aspettato? Quali sono state le tue reazioni quando ti hanno proposto di far diventare la tua musica la colonna sonora del tour?


A Editoria Poliniani ci voglio un sacco di bene, perché avete compreso che razza di egocentrico-scalmanato-artist-performer-pervertito sia il sottoscritto e avete scelto di valorizzare il mio desiderio urgente di comunicazione, senza filtri. Sono davvero grato a voi e all’organizzazione di Lucca Changes per l’opportunità di diffondere la mia musica. Sarà un bel ricordo da custodire.


- Il "Road to Campfire" è il tour nazionale di presentazione della nuova pubblicazione "Venga il mio legno" di Don Alemanno. Trovi che la canzone sia una colonna sonora perfetta anche per le avventure di Jenus e Pinocchio narrate nel fumetto?


Non conosco, nel dettaglio, tutte le avventure di quei due figli illegittimi di falegnami. Ma, avendone disegnata una nell’albo, con protagonista Pinocchio, presumo che china sulla tavola ci finirà un sacco di gente.


- Che messaggio vorresti che fosse recepito dall'ascoltatore di "China sulla tavola"?


Che il nostro è un meraviglioso sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farselo, ogni tanto.

“China sulla tavola” sarà il sottofondo musicale dei Video Blog (curati da Studio Requiris), i quali racconteranno giorno per giorno le tappe e i dietro le quinte del “Road to Campfire”.


Se non è già nella vostra playlist, “China sulla tavola” di Walter Trono è disponibile su Spotify (link), YouTube (link) e Amazon Music (link).



“Venga il mio legno” e vieni anche tu!

La Redazione Poliniani

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