Musicalità a colori e riflessi danteschi nel verso di William Blake.

Verona, 19 ottobre 2020 - Aggiornamento su “I canti dell’esperienza di William Blake”, secondo volume a dorso della collana “ARISTODEMICA” di Poliniani / Al segno di Fileta.


Illustrazione di Roberto Lucarelli.

Il versificare di William Blake è particolarmente caratterizzato da una grande musicalità della parola, del ritmo con l’accento e della struggente contrapposizione consonantica.


La Dott.ssa Francesca Favaro, curatrice della prefazione de “I canti dell’esperienza” di William Blake, approfondisce l’ambito sonoro del verso e del contenuto blekiano:


“Raccolta musicalissima, nei cui versi si sfiorano, intrecciano e scontrano – accordi e dissonanze – il pianto degli innocenti destinati a subire e gli echi taglienti della ferocia, della prepotenza tanto spesso vittoriosa, I canti dell’esperienza di William Blake sono anche fortemente ‘pittorici’.


Chi frequenti le tavole e i disegni di Blake illustratore della Commedia dantesca riconosce dunque nelle dolenti melodie di queste liriche il medesimo ferrigno grigiore che incupisce le scene infernali, ma altresì le delicate luminescenze che permeano le visioni paradisiache.

Copertina "I canti dell'esperienza" di W. Blake

Quello che, nella rappresentazione della terza cantica dell’Alighieri, è il fiore empireo – la Candida rosa – che schiude con setosa, quasi tangibile morbidezza i suoi infiniti petali di beatitudine, assume nei Canti dell’esperienza le forme di rosse corolle, ardenti ma corrose da un nascosto male, o di candide corolle, emblemi di purezza ma cinte da amare spine; la raggiera di petali che si staglia perfetta nell’assoluto del divino sulla terra è assai fragile: cattura occhio e cuore… eppure soffre o, a sua volta, ferisce.


Tremendamente e tragicamente belli, i colori di Blake poeta trafiggono. Tuttavia, almeno in parre, anche consolano. Ci consola, strappandoci un sospiro, il girasole. Cresciuto in un terreno di morte, germinato dal suolo sotto cui riposa chi ha ormai concluso la propria umana fatica, l’intrepido fiore non smarrisce la memoria né consente che essa si sfaccia in cenere; al contrario, insiste nel guardare il cielo, per diventare d’oro e tramutarsi in sole.

Così, continua a splendere: per sé e per noi.

Ed è la vita.”


I canti dell’esperienza” di William Blake (a cura di Antonello Fabio Caterino) sono disponibili sul sito Poliniani (link).


La pubblicazione annovera la prefazione redatta da Francesca Favaro, e le tavole illustrative di Roberto Luccarelli.

Buona lettura.

La Redazione Poliniani

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