«We don’t need no education»! Pink Floyd e William Blake a confronto.

Verona, 5 ottobre 2020 - Aggiornamento su “I canti dell’esperienza di William Blake”, secondo volume a dorso della collana “ARISTODEMICA” di Poliniani / Al segno di Fileta.


Illustrazione di Roberto Lucarelli.

L’importanza dell’educazione scolastica è uno dei temi capitali per William Blake, tanto da affrontare questa tematica in uno dei suoi canti. Mediante un ingegnoso parallelismo con i leggendari Pink Floyd, il curatore dell’edizione Antonello Fabio Caterino ci illustra il cuore pulsante del pensiero blakiano:


“William Blake e l’esperienza della scuola. Le grandi verità sono quasi sempre nascoste tra le pagine di un classico… o tra le note di un LP di puro progressive rock. Questo è uno di quei casi.


Tuonavano i Pink Floyd oramai qualche decennio fa, nell’album The Wall (precisamente nella traccia Another brick in the wall, part II): «We don't need no education, we don't need no thought control, no dark sarcasm in the classroom». L’invettiva è rivolta contro un’educazione repressiva, che invece di dare allo studente spunti e conoscenze per costruire il proprio domani, lo avvilisce e lo isola. Fu un successo internazionale.


Copertina

Secoli prima, William Blake, britannico quanto i Pink Floyd, scrisse nei suoi “Canti dell’Esperienza” un poemetto dal titolo The Schoolboy, Lo Scolaro. La domanda è più o meno la medesima: a che cosa giova essere costretti a studiare? Leggere è inutile: i libri non danno informazioni se chi legge è costretto a leggere. In questo modo l’istruzione diventa la peggior nemica, invece che la miglior alleata, della cultura stessa.”

“I canti dell’esperienza” di William Blake (a cura di Antonello Fabio Caterino) sono disponibili sul sito Poliniani (link).


La pubblicazione annovera la prefazione redatta da Francesca Favaro, e le tavole illustrative di Roberto Luccarelli.

Buona lettura.



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